domenica 27 ottobre 2024

RIPOSA, ALLENATI, COMBATTI: LA REGOLA DEL 70/20/10 CHE TI SALVA LA VITA (E L'ANIMA)

Senti, qui non stiamo a fare i filosofi da quattro soldi. Non ti vendiamo l'ennesimo corso su come diventare un dio della produttività in sette giorni. Qui si parla di roba vera. Di roba che funziona.

E la lezione me l'ha insegnata un film. Ip Man. Quello sul leggendario maestro di Kung Fu.

Ora, tu penserai: "Che cazzo c'entra un film di arti marziali con la produttività?" C'entra, eccome. Perché Ip Man non è il solito film di botte dove menano per due ore e poi buonanotte. No. Ip Man dura quasi due ore, ma di combattimenti veri ce ne sono solo tre. Il resto? Tè. Amici. Vita quotidiana. Lotte normali, quelle che non finiscono sui giornali.

E allora perché piace a tutti? Perché ogni cazzo di combattimento ha un significato. Una ragione. Un peso.

Il primo: difende la casa da un intruso. Il secondo: vendica un amico, manda un messaggio. Il terzo: fa un esempio concreto ai giapponesi che hanno occupato la sua terra. Ip Man non mena per il gusto di menare. Ip Man mena solo quando serve. Solo quando è importante. Solo quando non c'è alternativa.

E questa, amico mio, è la lezione più sporca e più onesta che puoi ricevere sulla produttività.

Guardiamo la giornata tipo di Ip Man. Non quella che vedi nei trailer, ma quella vera, quella che il film ti mostra tra le righe.

Il 70% del tempo, riposa. Sì, hai capito bene. Il settanta per cento. Dorme. Beve tè. Pensa. Crea. Sta con gli amici, con la famiglia. Esce, cammina, si gode la vita. Sembra uno scansafatiche, vero? Sembra uno che spreca tempo. E invece no. Perché il riposo, quello vero, quello profondo, è il carburante di tutto il resto.

Il 20% del tempo, si allena. Si prepara. Affina la tecnica. Diventa più forte, più veloce, più consapevole. Non per sfida, non per dimostrare qualcosa a qualcuno. Per sé. Perché sa che quando arriverà il momento, dovrà essere pronto.

Il 10% del tempo, combatte. Solo quando serve. Solo quando è inevitabile. E in quel 10% mette tutto quello che ha imparato nel 90% precedente. La potenza del riposo. La precisione dell'allenamento. E li trasforma in azione pura.

Questa è la regola del 70/20/10. E funziona per tutto. Anche per te, anche per il tuo lavoro, anche per la tua vita di merda che passi a rincorrere scadenze senza senso.

Oggi siamo programmati male. Ci hanno insegnato che lavorare sempre, spingere sempre, non fermarsi mai è l'unica strada per il successo. E allora ci alziamo alle cinque, rispondiamo alle mail mentre caghiamo, portiamo il lavoro a letto, nel fine settimana, in vacanza. E alla fine cosa otteniamo? Burnout. Depressione. Relazioni distrutte. E una produttività che, guarda caso, precipita.

Perché il corpo umano non è una macchina. È un organismo. E gli organismi hanno bisogno di recupero. Hanno bisogno di sonno, di cibo vero, di relazioni vere, di momenti in cui non fare un cazzo di niente. Il riposo non è tempo perso. È tempo investito. È il momento in cui il cervello processa, ricarica, si prepara.

L'opposto del lavoro importante non è il lavoro noioso. È il riposo. Senza riposo, non hai energia. Senza energia, non hai concentrazione. Senza concentrazione, sbagli. E quando sbagli, paghi. A volte con un cliente che ti manda a quel paese. A volte con un progetto che salta. A volte con un pugno che non hai visto arrivare.

Poi c'è l'allenamento. Il 20%. Quelle cinque ore al giorno, quei momenti in cui non produci ancora, ma ti prepari a produrre. Studi. Impari. Ti informi. Fai pratica. Sbagli in sicurezza, senza che nessuno ti veda. Affini gli strumenti.

Nelle arti marziali, se sbagli in allenamento, ti rialzi e ripeti. Se sbagli in combattimento, perdi. O peggio. Nella vita è uguale. L'allenamento è il posto dove puoi permetterti di fare errori. Dove costruisci le fondamenta. Dove diventi qualcuno che, quando serve, sa cosa fare.

E invece noi tagliamo l'allenamento. Non leggiamo più. Non studiamo più. Non ci aggiorniamo più. Siamo troppo occupati a combattere. E poi ci chiediamo perché perdiamo sempre.

Poi arriva il momento. Il 10%. La riunione importante. La consegna che non può aspettare. La gara. L'esame. Il cliente difficile. La crisi. Il combattimento.

E lì, in quel 10%, devi dare tutto. Devi mettere in campo quello che hai seminato nel 90% precedente. Devi essere feroce, concentrato, implacabile. Perché il combattimento è breve, ma decide tutto.

Il problema è che noi viviamo sempre in combattimento. Trasformiamo ogni cazzo di task in una battaglia. Ogni email in una sfida. Ogni riunione in un torneo. E così bruciamo energie su energie, ci affoghiamo nel micro, perdiamo di vista il macro. E alla fine ci scontriamo con un muro. E scopriamo che non abbiamo più orientamento. Non abbiamo più serenità. Non abbiamo più un cazzo.

Guardati intorno. Quanta gente conosci che vive così? Che corre tutto il giorno, che si riempie di impegni, che non si ferma mai? E quanta di questa gente è veramente felice? Veramente realizzata? Veramente produttiva?

Poca. Molto poca. Perché la produttività vera non è fare tante cose. È fare le cose giuste al momento giusto. È sapere quando spingere e quando frenare. È avere il coraggio di riposare quando tutti lavorano, di allenarsi quando tutti dormono, di combattere solo quando serve.

Ip Man non combatteva per sport. Non combatteva per noia. Non combatteva per dimostrare qualcosa. Combatteva perché c'era una ragione. E quando il combattimento finiva, tornava a bere il tè. Tornava a casa. Tornava alla vita.

Ecco. Questa è la lezione. Non essere un film d'azione senz'anima, di quelli che menano per due ore e alla fine non ti lasciano niente. Sii un classico di culto. Sii Ip Man. Sii un vero maestro.

Riposa. Allenati. Combatti. E tieni queste cose in quest'ordine. Sempre.

Il resto sono chiacchiere. E le chiacchiere, si sa, non hanno mai salvato nessuno. Né sul lavoro. Né nella vita. Né per strada.




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