domenica 20 ottobre 2024

PERCHÉ IL WING CHUN È ASSENTE DALLE MMA? LA RISPOSTA È UNA MACELLAZIONE TECNICA

 

Il Wing Chun non è utilizzato nell'allenamento MMA per una ragione semplice, empirica e brutale: nelle sue forme tradizionali e puristiche, è un sistema marzialmente obsoleto per il combattimento sportivo ad alto livello. Non "non funziona" in assoluto, ma funziona solo in un contesto estremamente ristretto che le MMA hanno smontato pezzo per pezzo.

Ecco lo smontaggio tecnico, taglio dopo taglio.


1. IL MITO DELLA LINEA CENTRALE E LA REALTA' DELLA DISTANZA

  • Teoria Wing Chun: Dominare la linea centrale per colpire e parare simultaneamente. Ottimo a parole.

  • Realtà MMA: La linea centrale è dinamica. Un pugile con un buon jab e footwork ti bombarda da fuori portata, cambiando angolo. Il Wing Chun classico, con il suo footwork spesso a "pianta chiodata", non ha strumenti efficaci per entrare contro qualcuno che non sta fermo a scambiare pugni a corta distanza. Ti trasforma in un bersaglio statico per low kick e jab.

    2. LA TRAPPOLA DEL CHI SAO: DIPENDENZA DA UN CONTATTO INESISTENTE

  • Teoria Wing Chun: Il Chi Sao (mani che aderiscono) sviluppa sensibilità tattile per controllare, deviare e colpire in un flusso.

  • Realtà MMA: È una protesi. Il combattimento inizia e si svolge per la maggior parte del tempo SENZA contatto preliminare delle braccia. Quei secondi magici in cui "agganci" le braccia dell'avversario nello sparring cooperativo in palestra non accadono mai contro un lottatore che usa footwork, distanza e ritmi diversi. Ti allena per una situazione che non puoi forzare nella realtà. È come allenarsi sempre partendo agganciati in un clinch: utile per quella fase, ma non ti insegna come arrivarci.

3. LA GUARDIA "COMPATTA": UN INVITO A ESSERE SMONTATI

  • Teoria Wing Chun: Guardia frontale, braccia vicine al corpo, parate dentro la linea.

  • Realtà MMA: Una guardia del genere, senza una vera copertura alta con i guantoni, è un invito a prendersi un calcio in testa (non permesso nel Wing Chun tradizionale) o a essere schiacciati sotto una raffica di pugni dall'alto (gli "overhand" della boxe). La protezione periferica è scarsa. Inoltre, la tipica posizione eretta è un sogno per un lottatore di wrestling o judo: centro di massa alto e facilmente afferrabile.

    4. IL GAME PLAN INCOMPLETO: COSA FAI OLTRE I PUGNI A GOMITO-ZERO?

Il Wing Chun ha un game plan per una sola, specifica fase del combattimento: lo scambio di pugni a distanza ravvicinatissima.

  • E la distanza di calcio? Non esiste.

  • E il clinch (il corpo a corpo in piedi)? Le sue risposte al clinch (tipicamente "colpisci punti vitali e sciogliti") sono inefficaci contro un judoka o un thaiboxer che ti stringe per una ginocchiata o una proiezione.

  • E la lotta a terra? Zero. Assoluto. Il buco nero. Nelle MMA, questo significa morte certa.


5. LA FALSA PROMESSA DEI "PUNTI VITALI"

L'argomento di ripiego: "Il Wing Chun colpisce occhi, gola, inguine, che sono vietati nelle MMA!".

  • La Realtà: Questo è il refugium peccatorum di ogni arte marziale inefficace. Colpire un piccolo punto vitale su un avversario in movimento, che ti sta bombardando e cerca di prenderti a pugni, è di una difficoltà allucinante. Un jab ben piazzato di un pugile atletico è 1000 volte più affidabile del "pugno a una pollice" a una carotide che sfugge. Le MMA ti insegnano a colpire duramente e con precisione aree grandi e accessibili (fegato, mento, tempie, costole). La "precisione chirurgica" in un contesto dinamico è quasi sempre una favola.


IL WING CHUN È UN MODULO, NON UN SISTEMA

  1. Le MMA sono il banco di prova. Hanno dimostrato che per sopravvivere nel ring servono: pugilato per le mani, Muay Thai/low kick per le gambe e il clinch, Wrestling/Judo per le proiezioni, Jiu-Jitsu Brasiliano per il terreno. Il Wing Chun non offre nulla di superiore o paragonabile in nessuna di queste aree. Offre una versione meno efficace del pugilato a corta distanza.

  2. Preservare la tradizione vs. Combattere bene. Sono due obiettivi legittimi ma distinti. Puoi amare il Wing Chun come arte, come filosofia del movimento, come tradizione culturale. Ma se il tuo obiettivo è imparare a combattere in un contesto sportivo o di autodifesa moderna, studiare solo Wing Chun è come voler vincere la Dakar con una Fiat 500 d'epoca: ha il suo fascino, ma non è lo strumento adatto.

L'unico modo in cui il Wing Chun sopravvive nelle MMA è come ispirazione concettuale (economia del movimento, linea centrale) in un lottatore che ha già una solida base negli strumenti provati: boxe, thai, wrestling. Da solo, è un'auto senza ruote.

Quindi, se vuoi davvero combattere: vai a fare sparring con uno che non beve il tuo stesso Kool-Aid. Un mese di sparring contro un pugile principiante ma atletico ti insegnerà più sul combattimento di dieci anni di forme e chi sao con un compagno cooperativo.

Il Wing Chun non è "magico". È semplicemente incompleto. E in un ambiente spietato come le MMA, l'incompletezza viene selezionata per l'estinzione.



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