In questo gioco di sangue e ossa rotte, la gente si perde in chiacchiere filosofiche. Ma in strada, la distinzione tra forma e sostanza è la linea sottile che separa chi torna a casa e chi finisce nel sacco nero.
Dimentica le coreografie. Nel Wing Chun la forma non è estetica, è ingegneria balistica.
Siu Nim Tau: Non è meditazione, è caricare la molla. È forgiare un gomito che non cede sotto la pressione di un energumeno di cento chili. È la struttura ossea che diventa un muro.
Chum Kiu: È il motore. È imparare a scaricare tutto il peso del tuo corpo su un centimetro quadrato di carne nemica mentre ti muovi nel fango.
Biu Jee: L’arma d’emergenza. Quando la forma pulita fallisce, la "forma" diventa un dito piantato in un occhio o un colpo alla gola. È la geometria applicata alla distruzione dei punti vitali.
La sostanza è ciò che resta quando la tecnica viene sporcata dalla paura e dall’adrenalina. È la cattiveria. Se la forma è il fucile, la sostanza è la polvere da sparo. Senza la ferocia di voler abbattere l'avversario nel minor tempo possibile, le tue "forme" sono solo ginnastica per anziani. La sostanza del Wing Chun è l'economia del movimento: non un gesto sprecato, non un respiro inutile. È un attacco continuo, un'invasione dello spazio vitale che soffoca l'altro finché non sente le sue costole cedere sotto la pressione del tuo cuneo.
In strada, la forma si sporca. Il tuo Tan Sao perfetto diventerà un braccio teso che devia un coltello o una bottiglia rotta. La tua posizione perfetta si adatterà ai marciapiedi scivolosi.
Il segreto? Usa la forma per non crollare, usa la sostanza per sbranare.
Il Wing Chun non è per chi vuole apparire bello, è per chi vuole restare vivo. La forma ti dà i binari, la sostanza è il treno merci che travolge chiunque sia così stupido da restare in mezzo.
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