lunedì 12 settembre 2022

Wu De o Mo Dak, non è importante come lo chiamiate, l'importante è applicarlo!





Wu De



Nel mondo delle Arti Marziali di origine cinese si è sempre parlato del cosiddetto Wu De (in mandarino) – 武德 -, l’etica marziale, letteralmente traducibile come ‘i cinque poteri’ o ‘le cinque virtù’. Gli ideogrammi che lo compongono fanno riferimento all’insieme di regole etiche a cui deve sottostare il praticante di Gong Fu.
Che cos’è quest’etica marziale, nella sostanza? Il Mo Dak (in cantonese) è l’interiorità della persona, nonché il suo comportamento esteriore. Si tratta di una espressione della nostra umanità opposta all’essere egoista. Si tratta del proteggere e del perseguire un codice d’onore. Seguire il Wu De significa essere una brava persona che aiuta sinceramente gli altri, che si dona.Mo Dak significa anche avere la capacità di apprezzare l’Arte e lo sforzo del Docente.
Invece di guardare l’Arte come qualcosa che si può comprare e vendere, l’etica ci permette di guardare l’Insegnante come una persona che fornisce un servizio alla comunità, facendo apprezzare l’Arte in generale e quelli che non la conoscono. Il Mo Dak entra in gioco quando un SiFu accetta nuovi studenti. L’Insegnante accetta solo coloro che sono realmente interessati ad apprendere l’Arte. Solo i potenziali studenti che mostrano un interesse vera e un’infinita umiltà vengono accettati come i nuovi studenti.
La capacità di apprezzare veramente tutto ciò che è intorno a noi è consapevolezza del Wu De. Nel Gong Fu si pratica per ottenere livelli più elevati di consapevolezza e per apprezzare le cose nel loro complesso. Essere nel momento e lavorare per rendere questa consapevolezza un’abitudine è seguire l’etica marziale. Così, quando si pratica un’Arte Marziale non lo si fa solo per ottenere livelli superiori di consapevolezza. Si deve tendere a sviluppare di più la capacità di controllare l’aggressore.
Si deve sviluppare un apprezzamento particolare per tutto ciò che sta accadendo in ogni momento. Bisogna trascendere la cultura e la legittima difesa, bisogna arrivare a vivere il qui e l’ora per sviluppare maggiori livelli di consapevolezza in ogni momento dell’esistenza. L’etica marziale è stata molto spesso trascurata nelle palestre italiane di Arti Marziali, sebbene si tratti della prima cosa che un praticante dovrebbe comprendere e sforzarsi di applicare nella sua vita di tutti i giorni.
Il Wu De è stato spesso utilizzato solo per acquisire credibilità nei confronti dei propri Allievi, tendendo a parlar male di altre realtà marziali, per far capire che la propria è la migliore. Così, quando altri usano lo stesso metro di giudizio, il Wu De viene sfruttato e messo in mezzo per difendersi dagli attacchi esterni. Eppure il Mo Dak è così importante che non può essere relegato ad una semplice azione di comodo. Va coltivato ogni giorno.
I praticanti che studiano con me hanno focalizzato la loro attenzione su questo concetto ed è per questo che siamo uniti sotto la sua bandiera nel rispetto reciproco per diffondere la cultura delle Arti Marziali. La nostra pratica è ispirata proprio a questo principio di scambio e di rispetto verso le altre realtà.
Ma da dove deriva il Wu De? Quasi tutti lo fanno risalire al testo Tradizione di Zuo, Cronaca di Zuo o Commentario di Zuo左传, Zuo Chuan in mandarino, Jo Chyun in cantonese -, a seconda delle traduzioni. Si tratta della più antica cronaca cinese in forma narrativa e copre il periodo compreso tra il 722 ed il 468 a.C.. La Cronaca fu attribuita a Zuo Qiuming. Si tratta di un commento agli Annali delle primavere e degli autunni, ma alcuni ricercatori ritengono che sia un testo indipendente della stessa epoca degli Annali. La maggior parte degli storici lo fa risalire al periodo dei regni combattenti.
Il Commentario dedica un intero capitolo, lo Xuan Gong Shier Nian (宣公十二年), all’elencazione delle sette virtù che ha la marzialità (Wu You Qi De - 武有七德): Jin Bao (禁暴): trattenersi dalla violenza; Ji Bing (戢兵): cessare le ostilità; Bao Da (保大): proteggere la grandezza; Ding Gong (定功): successo stabile e tranquillo; An Min (安民): salvare il popolo; He Zhong (和众): numerose amicizie; Feng Cai (丰财): ricchezza abbondante.
Fino ai giorni nostri, lo studio dell’arte del combattimento è stato oggetto di osservanza delle cinque virtù fondamentali Wu Chang (五常) indicate dal Confucianesimo: Ren (), la benevolenza, l’umanità e la bontà; Yi (), la giustizia, la rettitudine e l’equità; Li (), l’ordine, le regole di condotta e l’ideale; Zhi (), la saggezza, l’intelligenza e l’ingegno; Xin (), la verità, il tener fede alla parola data, la sincerità e la coerenza. Queste virtù regolano sia i rapporti all’interno del Kwoon (la Scuola) sia il comportamento del praticante in seno alla società e costituiscono una caratteristica per poter proseguire il proprio cammino nelle Arti Marziali Tradizionali.
In sostanza, quindi, le virtù del Wu De sono insite nella cultura cinese di derivazione confuciana, ma affondano le proprie radici proprio nell’essenza stessa del Sol Levante. Le varie Scuole di Gong Fu nella storia cinese hanno elaborato il loro dettagliato codice di etica marziale. La Scuola di Shaolin (o Siu Lam), per esempio, ha stabilito i dieci comandamenti (少林十戒约 – Shaolin shijie yue) per i suoi seguaci. I doveri sono di due tipi: legati alla mente (填情德, Tianqingde) o alle azioni (填情勋, Tianqinxun). I primi sono il rispetto (,Song), l’umiltà (谦卑, Qianbei), la rettitudine (, Yi), la fiducia (, Fu) e la lealtà (, Zhong). I doveri delle azioni riguardano la volontà (, Yao), la resistenza (耐力, Naili), la perseveranza (恒性, Hengxing), la pazienza (耐心, Naixin) e il coraggio (, Yong).
Se queste sono le virtù che dobbiamo seguire come praticanti di Arti Marziali è chiaro che nelle nostre Scuole richiediamo il rispetto della vita umana, per esempio. Il praticante di Arti Marziali deve rispettare la vita umana, perché il Wu Shu trae origine proprio dall’esigenza di proteggere la vita stessa.
Poniamo particolare attenzione ai principi etici: i principi etici forniscono le basi per il mantenimento di relazioni stabili tra gli uomini e, quindi, tra l’uomo ed il contesto sociale. Chi vuole apprendere il Wu Shu deve rispettare questi principi. Bisogna conservare anche una notevole attenzione alla condotta morale: mentre si apprendono le abilità marziali, si devono anche coltivare le qualità morali; il senso di giustizia, la diligenza, la persistenza, l’onestà e l’impegno a lavorare duramente.
Il rispetto per l’Insegnante e la cura reciproca è la regola base di ogni Kwoon: bisogna impegnarsi duramente in tutto ciò che il Maestro insegna; sia il Maestro che l’Allievo devono prendersi cura reciprocamente e fare tesoro della relazione che si instaura tra di loro. Ci vuole una buona dose di modestia, ma anche di ardore: colui che studia le Arti Marziali dovrà cercare di migliorare la propria abilità e rifiutare di diventare arrogante e fare mostra della propria bravura per sminuire gli altri.
Si deve imparare gli uni dagli altri per migliorare ed essere uniti e collaborare insieme. Sembra superfluo dirlo, ma è necessario lasciare fuori dal Kwoon i rancori personali e l’invidia: nell’apprendimento del Wu Shu si punta all’auto-difesa ed a migliorare le proprie condizioni fisiche. Non si dovrebbe mai contendere con qualcuno seguendo i propri rancori o per intimidire il più debole. Non si devono utilizzare le capacità marziali per essere prepotenti o per reagire alle provocazioni. La persistenza e la perseveranza sono le ultime due qualità richieste nelle nostre Scuole: la pratica delle Arti Marziali è un duro compito che richiede tempo e sforzi notevoli.
Costanza e persistenza sono necessarie. Bisogna studiare e provare a comprendere pienamente i significati intrinsechi ed essenziali di ogni sequenza. La vera essenza e del Wu Shu può essere appresa solo attraverso la resistenza e l’elasticità anche dei movimenti corporei.
La mia voglia di insegnare è nata dalla volontà di permettere la divulgazione degli insegnamenti etici, culturali e pratici del Gong Fu, in tutte le sue forme, affinché ognuno di noi possa conoscere meglio se stesso e gli altri, diventando più forte interiormente ed esteriormente, migliorando la propria salute ed entrando in contatto diretto con il mondo delle discipline orientali. Dobbiamo imparare a vincere i nostri limiti, migliorando le potenzialità fisiche e mentali.
Un praticante può essere pieno di talento e lavorare impegnandosi duramente (Gong Fu功夫 -, appunto), ma se non dimostra di essere moralmente degno, non riceverà un’istruzione completa dal suo Maestro. Generalmente un Maestro esamina per anni la morale di un possibile Allievo prima di insegnargli ogni conoscenza in suo possesso. L’approccio all’Arte Marziale è quindi incentrato sul codice di condotta marziale, chiamato proprio Wu De: umiltà, rispetto, rettitudine, fiducia, lealtà; volontà, resistenza, perseveranza, pazienza, coraggio. Nelle nostre Scuole cerchiamo di insegnare Gong Fu mostrando i principi, gli allenamenti, i metodi e le tecniche nel modo più chiaro possibile, sempre all’insegna del codice marziale.


未曾学艺先学礼,未曾习拳先习德
Chi vuole studiare l’arte deve innanzitutto rispettare l’etichetta (i riti), colui che vuole apprendere le tecniche marziali deve prima di tutto acquisire la virtù

心正则拳正,心歪则拳偏
Se il cuore è retto il pugilato sarà corretto, se il cuore è deviato, il pugilato sarà parziale

练武先练德,教人先教心
Per allenare la marzialità prima si deve allenare la morale, per insegnare all’uomo prima si deve insegnare al cuore

domenica 11 settembre 2022

Quali sono le arti marziali migliori del mondo?


 

Per combattere? Quelle da contatto.
Indipendentemente dallo stile scelto, se nell’allenamento è previsto il contatto con un altro atleta, già la pone al di sopra di quelli votati solo alle forme.

In secondo luogo, dipende dal maestro/istruttore. Le arti marziali sono sì codificate (la maggior parte almeno, e il Judo che conosco lo è), ma essere maestri è un lavoro artigianale, come essere professori, idraulici, meccanici, o qualunque altro professionista. Se il maestro non è bravo nell’insegnare, seguire, invogliare e ispirare gli allievi, è tutto tempo perso. Se è bravo, quell’arte marziale diventa valida.

In terzo luogo, dipende dall’atleta.
Le arti marziali (come gli sport da combattimento ma più in generale qualsiasi tipo di disciplina/materia ti venga in mente) possono darti una base, ma a svilupparle secondo il tuo modo di fare, i tuoi punti di forza, le tue inclinazioni devi essere tu. Guarda queste discipline come l’insegnamento della grammatica, potrai conoscere tutte le regole se ti applichi… ma sarai tu poi a dover scrivere qualcosa e il tuo modo di scrivere sarà sempre unico e originale.

sabato 10 settembre 2022

永 - Eternal - Eterno


Tante discussioni, decine di post su internet, battaglie legali sui marchi registrati solo per un ideogramma, dalla semplice rappresentazione, ma dal contenuto profondo, questo: .
Questo ideogramma viene comunemente tradotto in inglese con 'always, forever, eternal'. In italiano il miglior corrispettivo è eterno, proprio perché il suo utilizzo è frequente per intendere qualcosa che non muore mai. Viene utilizzato e tradotto anche come avverbio, con 'perpetually', che rende molto bene l'idea.
Nella pronuncia standard viene letto come /yǒng/. Corrisponde alla rappresentazione dell'acqua, con tratti un po' più complessi di , /shuǐ/. Quest'ultimo indica proprio la semplicità dell'acqua e rimanda al suo significato di essere liquido, fluente, rappresentando proprio lo stesso scorrere dell'acqua. In cantonese è letto come /seui/.
Per quanto riguarda Yǒng (), si trova spesso nelle poesie per indicare proprio l'incessante scorrere dell'acqua, come se fosse il sangue nelle vene della terra. L'ideogramma è composto da cinque segni ed in cantonese viene letto come /wihng/. Qui nascono le diàtribe...
Alcuni Maestri, in anni non troppo lontani, preferirono utilizzare la romanizzazione Weng per indicare l'Arte Marziale discendente dal Tempio di Siu Lam del Sud, per distinguere la loro linea dalle altre, che utilizzavano la romanizzazione Ving o Wing.
Al di là delle politiche di marketing dei giorni nostri, in qualsiasi modo intendiate romanizzare l'ideogramma, sappiate che la pronuncia è e rimane /wihng/. Visto che vogliamo portare avanti una sana ricerca, mi pare giusto scrivere questa cosa.
L'importante è capirsi sul significato di ciò che si scrive. Probabilmente l'uso della romanizzazione Weng è utile al giorno d'oggi per distinguere l'ideogramma succitato da quello comunemente utilizzato dal GM Yip Man per differenziarlo, appunto, da . Si tratta di , sempre pronunciato /yǒng/ e molto molto simile al precedente, come potete notare.
Proviene sempre da /shuǐ/, l'acqua, 'water' e da /yǒng/. Solito discorso, si noti che /yǒng/ (eterno) rappresenta anche l'acqua. L'ideogramma utilizzato dal GM Yip Man si compone di 8 segni, tre più del precedente, che troviamo sulla sinistra. Anche la pronuncia cantonese è identica: /wihng/. Il significato è spesso connesso al nuotare... Solo i glossari degli addetti ai lavori (i praticanti di Wing Chun) ne riportano il significato di 'bello, radioso, splendente' e, in particolare, si sa che solo il GM Yip Man ne diede tale significato agli occidentali...strano, no?
Attenzione, però, perché alcuni amici cinesi, se pronunciate /wèng/, possono pensare alla traduzione più vicina: 'giarra, coppo, orcio'. Se la /e/ diventa lunga, invece, penseranno a 'vecchio, anziano'. Attenzione alla pronuncia, insomma...
Altre volte, dei Maestri hanno utilizzato l'ideogramma o (pronunciato sempre /yǒng/), di uso più poetico. Sta per cantare, decantare o recitare, narrare in forma poetica. Proviene dagli ideogrammi /kǒu/, la bocca, da /yán/, le parole e da /yǒng/, utilizzato nel suo valore di fluire.
L'ideogramma è composto da 8 o 12 segni ed in cantonese (indovinate un po'?!) si pronuncia sempre /wihng/. Il secondo ideogramma, è utilizzato in connessione con /yán/, che sta per 'parole' (语言, /yǔyán/, infatti, stanno per linguaggio o lingua).
/yán/ è usato anche per 'parlare, dire, commentare'. Viene dall'immagine di un flauto, con la bocca che vi soffia dentro. Originariamente assomimigliava molto a /yīn/, 'il suono'. L'unica differenza era la linea in più che spesso veniva messa dentro al simbolo della bocca, formando nella parte bassa di o .
Come componente di un ideogramma, diventa nella sua forma più semplice, alla sinistra del carattere che vuole accompagnare, come nel nostro caso. Singolarmente, in cantonese viene pronunciato /yihn/.
Molta confusione sotto il cielo? Può darsi. L'importante è capire bene a cosa si fa riferimento quando si parla delle Arti Marziali che utilizzano l'uno o gli altri ideogrammi, perché stiamo parlando di due realtà vicine, ma diverse. Alcune volte di più, altre meno, ma sempre di due stili stiamo parlando, con un'evoluzione autonoma ed una storia solo a tratti condivisa.

venerdì 9 settembre 2022

Cosa ha ispirato "Fight Club" di Chuck Palahniuk?

L'autore Chuck Palahniuk ha avuto l'idea del romanzo per la prima volta dopo essere stato pestato in un campeggio, quando si è lamentato del rumore della radio di un camper vicino. Quando poi è tornato al suo lavoro, era affascinato come nessuno gli abbia chiesto o fatto notare le sue ferite, invece gli fecero le solite domande del tipo: "come è stato il tuo weekend?". Palahaniuk arrivò alla conclusione che il motivo per cui le persone hanno reagito in quel modo era che se egli gli avessero chiesto cosa fosse successo, allora, sarebbe stato necessario un contatto personale, e i suoi colleghi semplicemente non gli importava di comunicare con lui su un livello così personale. Dunque lui fu affascinato da questo "blocco" della società, e ciò divenne la base del romanzo

Palahniuk ha affermato di aver trovato il film come una miglioria la suo romanzo.



giovedì 8 settembre 2022

Tan Sau - 攤手


Uno dei movimenti più comuni del sistema, il Tan Sau, che trovate anche scritto come Taan Sau, in alcune discendenze. Le possibili traduzioni sono molteplici, ma il senso è chiaro e fa sempre riferimento al disperdere o distribuire qualcosa. In Pinyin si trova scritto come Tān Shǒu.
[/taan/] fa spesso riferimento al distribuire, ma viene usato anche per indicare il 'prendere una quota'. Alcune volte è utilizzato per parlare della divisione in parti di un qualcosa, che sia l'energia, un bottino o una quota azionaria.
Si può trovare sia nella forma complessa, che ho riportato poco sopra, oppure nella forma semplice: . Quella complessa è composta da ben 22 segni grafici. La sua pronuncia è /Taan/. La forma semplice, , ha lo stesso significato, ma è composta di soli 13 segni. Deriva dalla combinazione di /shǒu/ e /nán/. Penso non ci sia più bisogno di parlare dell'ideogramma che sta per 'mano', ormai.
La cosa che più mi colpisce di questa ricerca che sto portando avanti è quella di non riscontrare quasi mai la traduzione che ci è stata comunemente data. Il Tan Sau è uno degli esempi eclatanti. A noi è arrivato, attraverso la mediazione inglese (Palm up hand, mano con il palmo in alto), senza alcuna attinenza con il suo senso, né con gli ideogrammi componenti. La traduzione migliore dovrebbe essere mano che disperde o che divide, nel senso proprio del termine. Si fa riferimento, quindi, ad un movimento e non ad una posizione della mano o del braccio, in questo caso.

mercoledì 7 settembre 2022

Che cosa c'è di così bello in Confucio?

Per capire cosa c'è di così grande in Confucio, devi ripulirlo dal fango con cui è stato ricoperto su di lui e capirlo partendo da chi era.

Ricorda che stai parlando del figlio illegittimo di un nobile minore e di un bellissimo musicista. Confucio era un musicista di grande talento, e cantava e suonava musica praticamente ogni giorno, e quando hai musica, devi ballare anche tu, vero?

Confucio non aveva carta. Per scrivere, dovevi tagliare il bambù (molto probabilmente con una pietra affilata), dividerlo, levigarlo (probabilmente con una zanna o una roccia ruvida), quindi arrostirlo sul fuoco. L'ho provato e lascia che te lo dica, anche con una sega e un coltello moderni, c'è davvero un sacco di lavoro!



Il punto è che la lettura e la scrittura non erano l'obiettivo principale del suo insegnamento, semplicemente perché erano molto problematiche. Confucio insegnò ai suoi studenti a cantare e ballare, a calcolare numeri, a tirare frecce, a scrivere ed a guidare un carro. Guidare un carro significava essere in grado di controllare almeno un cavallo che trascinava un carro sulle buche; questo era un lavoro fisico estenuante, quindi gli aurighi dei governanti erano tutti uomini alti e forti. Gli studenti di Confucio potrebbero non essere stati così alti, ma dovevano essere forti e andare d'accordo con i cavalli.

I rituali erano molto importanti nella società. A quei tempi non si poteva avere un rituale senza musica e non si poteva avere musica senza ballare. I rituali erano molto più orientati al corpo di quanto non lo siano oggi. C'erano regole su come entrare per vedere il sovrano, come salutare un ospite e così via, ed erano molto fisiche.

Quindi Confucio non era uno studioso dalla faccia bianca. Doveva essere un insegnante molto carismatico, perché attirava i migliori talenti del momento, e aveva tremila studenti, un numero che non fu eguagliato per secoli, finché la popolazione non aumentò.

Le sue idee erano rivoluzionarie. Ha portato l'istruzione alla gente comune. Chiunque potesse pagare una quota base (束 脩), per dimostrare la propria volontà di imparare, era il benvenuto. Rispettava le persone che facevano lavori umili e le trattava allo stesso modo in cui trattava noti studiosi. Era l'opposto di Socrate, che faceva domanda dopo domanda agli studenti; piuttosto, gli studenti venivano da lui con domande e lui dava loro risposte che generalmente li confondevano. Era loro dovere capire da soli. Quale risposta avessero ottenuto dipendeva da loro, perché persone diverse avevano risposte diverse. Confucio non aveva una "risposta standard" per nessuna domanda. Il modo in cui rispondeva dipendeva dai bisogni della persona che lo chiedeva.

Confucio non era l'idiota obbediente e ciecamente leale che diventarono molti "confuciani" successivi. Ha costantemente sfidato i governanti, chiedendo che aiutassero il popolo. Molto spesso i governanti si arrabbiavano con lui o si stancavano dei suoi continui richiami ai loro doveri verso il popolo, così trascorreva anni a vagabondare, cercando di trovare un sovrano che potesse soddisfare le sue richieste.

Confucio insegnò che il dovere di una persona leale era di interpellare il sovrano quando fosse necessario, e che il dovere di un buon figlio era interpellare suo padre quando fosse necessario. Non ha mai insegnato l'obbedienza cieca.

I primi confuciani sfidavano costantemente i governanti. Anche 荀子 Hsüntze / Xunzi (pochi secoli dopo), che la maggior parte delle persone non considera radicale, disse: 從 道 不 從 君 從 義 不 從 父 Segui il dao, non il leader; segui ciò che è giusto, non tuo padre.

Qualcosa che ho capito ultimamente, leggendo attentamente il decimo capitolo degli Analects, è quanto fosse acutamente consapevole di ciò che lo circondava Confucio. Non era Talete di Mileto, fuori dal contatto con l'ambiente circostante.

Quindi vedi che se leggi attentamente i primi testi, appare un'immagine diversa di Confucio da quella che gli ultimi fuddy-duddies hanno cercato di far passare alle persone.

Sono interessato alla psicologia evolutiva e sono costantemente sorpreso di quanto sia vicina la psicologia evolutiva a Confucio. La sua visione della condizione umana può sembrare che non sia niente di speciale, ma ha davvero capito la natura umana. Non dovrebbe essere ritenuto responsabile delle chiacchiere che le persone gli hanno attribuito molto tempo dopo che se n'era andato.


martedì 6 settembre 2022

Di cosa parla il libro tibetano dei morti

È il famoso Bardo Tödröl Chenmo, noto in Occidente come Il libro tibetano dei morti.

Racchiude gli antichi insegnamenti spirituali tibetani che descrivono il passaggio tra una vita ed un'altra, chiamato appunto Bardo. Il libro infatti spiega che è possibile “sfruttare” questo momento di transizione per dissolversi definitivamente nella Luce e uscire dal ciclo infinito delle reincarnazioni.

Il testo del Bardo Thodol viene recitato dai monaci tibetani al capezzale del caro estinto per accompagnarlo nel suo viaggio che prosegue nelle dimensioni più sottili e per aiutarlo nel momento del trapasso.

Lo scopo è quello di tranquillizzare l’anima che sta per affrontare questo viaggio nell’aldilà e fornirgli istruzioni pratiche per attraversare il Bardo e andare incontro alla “Chiara Luce”.

Sono stati scritti molti libri sull’argomento da parte di psicologi, esperti di regressione ipnotica.




lunedì 5 settembre 2022

Distanze di combattimento

Nel combattimento possiamo distinguere varie distanze di lotta. Potremmo parlare anche di cinque distanze, ma quelle principali sono tre. Nel Siu Lam distinguiamo tre fasi di combattimento: c'è una fase di contatto a distanza lunga (Heaven), una media (Man) ed una corta (Earth).
Per fare un paragone con altri lineage di Wing Chun, la fase Man è quella che assomiglia di più alla distanza in cui si esegue il Chi Sau. La fase Man, però, può andare ben oltre il Chi Sau (che possiamo a sua volta dividere nelle tre distanze, a seconda del contatto) fatto con il contatto sui polsi, essendo spesso e volentieri allenato da una distanza di Clinch, per intenderci. Da lì si possono allenare sia tecniche che princìpi propri dello stile.
All'interno del sistema è presente anche la piattaforma del Poon Sau (che può essere tradotto come "braccia che ruotano e si piegano"), sviluppata sul Poon Kiu. Il Kiu Sau che definiamo Poon può essere spiegato come la strategia di piegare ed abbassare le braccia dell'avversario. Probabilmente ci sarà pure una spiegazione migliore, ma passatemi questa...
I praticanti si devono allenare sempre nelle posizioni che poi saranno utili durante i combattimenti. Questo differenzia non poco i lineage che fanno allenare posizioni da studio ed adatte per il potenziamento del Qi ("il soffio vitale"), facendole passare per posizioni da combattimento... Anche il footwork (passi, posizioni dei piedi, principi di movimento delle gambe) e la gestione del peso, così come il controllo del corpo, vengono studiate per esser applicate al combattimento libero.
Le fasi, come dovrebbe essere ormai chiaro, non sono mai isolate, perché si passa continuamente da una fase all'altra, accorciando ed allungando la distanza, a seconda dell'abilità del lottatore, che mette in campo le sue armi migliori (ciascuno le sue). A livello didattico, è bene che i principianti si allenino su una determinata distanza, ma questo non può durare più di qualche mese. Bisogna impare a gestire tutte le distanze, per arrivare alla comprensione del confine veramente labile tra l'una e l'altra, durante i combattimenti.
Durante l'allenamento dei Kiu Sau, specialmente in un contesto non collaborativo, capita di dover rompere il ponte, di togliere il contatto con l'avversario, per colpire o per allungare la distanza. Significa che si può indietreggiare? Certo che sì! Lo scrivo per evidenziare la differenza rispetto a certi insegnanti che ti dicono che non si indietreggia mai nel Wing Chun...ma che siete tutti Caterpillar che andate sempre e solo avanti o di lato?!

domenica 4 settembre 2022

Calci nel Wing Chun, per molti sono degli sconosciuti...


Wing Chun, difesa personale e meditazione






Una critica abbastanza usuale al sistema di combattimento del Wing Chun Kuen è quella dell'assenza dei calci e delle tecniche estremamente efficaci per rispondere agli attacchi di gambe degli avversari. Non è un caso, infatti, che venga criticata sempre l'assenza di un adeguato footwork e la presenza di una immobilità di fondo da parte dei praticanti.
Nel momento in cui si nomina il Wing Chun tutti fanno riferimento alle sue tecniche di braccia, al Chi Sau ed alle 'dita negli occhi'. Due dei marchi di fabbrica di questo sistema meridionale della Cina sono il pugno verticale e l'esercizio di formazione denominato, appunto, Chi Sau.
In molti casi i praticanti di Arti Marziali provenienti da altri sistemi imparano il Wing Chun, al fine di rafforzare il loro stile di combattimento, trovando un buon modo per colmare i vuoti dei sistemi che pongono in rilievo le tecniche di gambe. Eppure c'è molto di più sotto la superficie di questo sistema, che è invisibile a prima vista. Coloro i quali sono in grado di guardare profondamente il Wing Chun riescono a trovare il tesoro nascosto del sistema, un metodo molto efficace di usare anche le gambe sia come strumento difensivo che offensivo.
Il nostro modo di utilizzare la gambe si serve di principi e concetti invece di tecniche specifiche, proprio come facciamo con le braccia. Inizialmente si utilizzano le tecniche per dare all'Allievo le basi per potersi muovere, ma poi si abbandonano e si abbracciano i principi, lasciando fluire l'energia proprio come si fa nel Chi Sau.
In quasi tutte le Scuole del mondo le tecniche di gambe sono riservate ai Maestri e vengono insegnate solo alla fine del percorso di studi del sistema, quando si inizia a lavorare il Chi Gerk, l'esercizio per le 'gambe appiccicose', analogo al lavoro di formazione che si fa per le braccia. Eppure gran parte del lavoro essenziale per il movimento del corpo risiede nelle gambe. Sarà un caso che sia stato lasciato alla fine del sistema oppure si è tentato di non lasciar colmare il gap Maestro-Allievo per più di 20 anni, tempo minimo necessario per apprendere tutto il sistema di gestione delle gambe?
Le gambe si prendono cura della parte inferiore del corpo, mentre le mani ella parte superiore. Se non iniziamo sin da subito a muoverci ed a studiare i calci, come potremo coprire la difesa e come potremo lanciare attacchi alla parte inferiore del corpo? Bella domanda eh? Sarà per questo che ho inserito sin da subito lo studio dei calci?
Il principio espresso poco sopra in corsivo può essere applicato in diversi modi. Se guardiamo il corpo umano, pochissime sono le persone che hanno la naturale flessibilità che consentirebbe loro di utilizzare i calci per colpire gli obiettivi della parte superiore del corpo, avversario senza un consistente allungamento dei muscoli delle gambe. Però, a qualsiasi persona può essere insegnato di utilizzare efficacemente calci alla parte inferiore del corpo dell'avversario. Questo non vuol dire che i calci alti non possano funzionare.
Chi si è allenato abbastanza a lungo per sviluppare tempi, velocità, abilità e flessibilità ha la possibilità di utilizzare queste tecniche. Ma l'efficacia di un calcio è solitamente giudicata dagli Studenti a partire da quanto velocemente riescono ad imparare a proteggersi con essa. Per questo motivo questo stile preferisce allenare maggiormente i calci bassi.
Per la struttura anatomica della parte inferiore del corpo, l'abilità e la precisione sono più importanti della forza con cui si riesce a colpire. Per sviluppare queste abilità e, in particolar modo la precisione, il praticante deve pensare ed allenarsi a tirare calci a quattro obiettivi diversi: il ginocchio, la zona tibiale, il collo del piede e le zone genitali.
E' bene porre subito l'attenzione sul fatto che gli arti inferiori siano i guardiani della componente Terra, nella tripartizione classica del corpo, dalla testa ai piedi. In sostanza, le gambe coprono tutti gli attacchi bassi che arrivano dall'anca in giù.
Mi pare importante sottolineare che, come per le braccia, le difese con le gambe non sono mai inattive o statiche, se non quando lavoriamo sui blocchi o, sarebbe meglio dire, sulla struttura dei nostri arti inferiori, nel momento in cui ricevono un impatto. Solo in questi casi lavoriamo sull'equilibrio statico di ricezione, ma per la maggior parte dei casi le nostre tecniche tendono ad intercettare ciò che arriva ed a seguirlo, proprio come siamo soliti fare con le braccia.
Le gambe sono molto più forti e resistenti delle braccia e per questo sono in grado di gestire la forza di un calcio rispetto alle prime. Lo scrivo perché mi è capitato di veder utilizzata l'ulna per difendere un attacco, con un conseguente impatto della tibia sulla prima. Vi lascio immaginare cosa sia successo all'avambraccio del difensore...
Anche quando l'obiettivo dell'attacco di gamba avversario è destinato al di sopra della linea dell'anca, il sistema dei calci del Wing Chun ci permette di utilizzare le tecniche di gambe per fermare l'azione, per deviarne il corso o per destrutturare completamente l'attaccante, rompendo l'equilibrio instabile.
Nel momento in cui si iniziano a studiare i calci del sistema, è importante analizzare quali siano quelli di uso comune e differenziarli da quelli più 'belli', ma 'rari'. Lo dico perché il bagaglio è ampio, ma in una situazione da competizione sarebbero ben pochi i lavori di gamba utilizzabili. Sarebbe bene studiare prima gli attacchi che le difese, sempre nell'ottica di un lavoro ben fatto, perché i calci, come gli attacchi di braccia, vanno lanciati per avere un effetto dirompente.
Negli allenamenti iniziali è bene indossare una protezione per la tibia e per il collo del piede. Più avanti è consigliabile studiare la dinamica dei calci senza protezioni, perché le capacità di intercettare, frenare e contattaccare si acquisiscono meglio quando non abbiamo protezioni di sorta. Ovviamente c'è il rischio di farsi male, ma anche questo fa parte dello studio quanto più realistico possibile.
Uno dei principi del Wing Chun che dovrebbe essere studiato sin dai primi giorni di pratica è il seguente: "Ferma l'attacco più vicino possibile al punto di origine". Spero di averlo reso nel modo migliore in italiano... Per difendere con gambe o braccia è importante che questo principio sia messo in pratica per permettere al praticante di usare gli arti per fermare gli attacchi degli avversari.
Ci sono molti vantaggi nella comprensione di questo motto. Tanto per cominciare, questo principio permette al praticante di potersi confrontare anche con la massima potenza di una tecnica. Se si riesce ad attaccare la sorgente della forza, allora questa arriverà ridotta, sarà deviata o si interromperà totalmente.
Facciamo l'esempio di un calcio di natura circolare. La nascita fisica di un calcio circolare inizia nel momento in cui l'avversario comincia a spostare il peso al fine di ottenere la posizione giusta per lanciare l'attacco. Il ginocchio comincia a salire e punta l'obiettivo previsto. La gamba comincia a ruotare per colpire l'obiettivo previsto. Prima si riesce a colpire la sorgente di questa rotazione, meglio saremo in grado di difenderci. Chiaramente il Wing Chun ha sviluppato un sistema di difesa arretrato (le retrovie) con blocchi e calci ad hoc, in caso di fallimento nel bloccare l'attacco sul nascere, ma è bene allenare il timing per fermare l'attacco in tempo.
Entrare in contatto con l'anca o con la coscia dell'avversario mentre sta per lanciare il calcio ci permette di risolvere l'attacco alla sua origine. Se colpiamo il ginocchio appena dopo la partenza del calcio saremo ancora in tempo di difenderci. Ma se calciamo contro la gamba che arriva, prendendo (quindi) un obiettivo che va dal ginocchio al piede, ci troveremo di fronte all'impatto nella sua natura più dirompente e difficile da controllare. Più il calcio si avvicina al suo obiettivo predeterminato, più avrà forza d'impatto.
Molti praticanti di altre Arti Marziali, attirati dalle tecniche di braccia del Wing Chun, sono stati piacevolmente sorpresi dai nostri metodi di allenamento delle gambe e dalle tecniche legate ai calci. Diciamo che il 99% del marketing sulla nostra Arte Marziale ha insistito sulle braccia e forse è anche per questo che sono pochissime le fotografie di praticanti di Wing Chun che tirano calci. Un grave errore, a mio modo di vedere, perché abbiamo tolto di mezzo un buon 25% del nostro bagaglio tecnico.

sabato 3 settembre 2022

Il terzo cuneo





Con terzo cuneo facciamo solitamente riferimento al triangolo che deve formarsi nel momento in cui colpiamo la linea della spalla avversaria. Stante il fatto che il cuneo è uno dei primi principi di attacco che si studiano nelle palestre di Wing Chun, attraverso il quale si insegna all'Allievo ad entrare nella guardia avversaria, pur rimanendo coperto da eventuali attacchi, mi pare giusto notare che del secondo e del terzo non se ne parli mai, né sul web né nella realtà (che ho conosciuto finora).
Diciamo che i cunei possibili sono essenzialmente tre, divisi tra il centrale (corrispondente alla linea verticale mediana del corpo), il secondario (sulla linea verticale che passa tra il capezzolo ed il ginocchio dell'avversario) ed il terziario, che è il più esterno, il cui vertice si situa sulla linea verticale che dalla spalla tocca terra, passando per il piede.
Quando ci difendiamo con la spalla da un attacco dell'avversario, a corta distanza, stiamo creando il 'terzo cuneo'. Quando attacchiamo digonalmente l'avversario dalla piattaforma del Chi Sau con un Fak Sau, stiamo lavorando sul terzo cuneo. Quando il vertice del triangolo che formano le linee di forza che partono dal nostro corpo cade sulla spalla dell'avversario, stiamo lavorando sul terzo cuneo.
La base del cuneo/triangolo rimane il nostro corpo, la linea orizzontale che unisce la spalle, per intenderci. I lati variano di volta in volta, a seconda dell'azione. La punta, invece, cade, sempre sulla spalla.
Come esempio posso portare l'uscita dalle leve che si studia nella seconda sezione di Chi Sau della Chum Kiu, con Gum Sau laterale (della Siu Nim Tau), spallata e pugno. Ovviamente è necessario un buon lavoro sui passi per ottenere il cuneo e rimanere in sicurezza.
La questione del cuneo è stata a lungo dibattuta, ma se ci fate caso, da nessuna parte, su internet, si parla del 'terzo cuneo'. Eppure in ogni movimento dovremmo portare avanti il concetto spiegato, perché quando attacchiamo siamo spesso in un angolo tale da poter puntare solo verso la spalla...
Ogni volta che ci muoviamo, per colpire, per difenderci o per spostarci, dobbiamo coprire le sei linee verticali, sia superiori che inferiori, che il nostro corpo crea (immaginariamente) e che non devono essere in balìa degli attacchi dell'avversario.

venerdì 2 settembre 2022

Cosa piace del wing chun

 



Diremmo 3 cose principalmente:
1-) è adatto a qualsiasi corporatura, non bisogna essere degli atleti ne dei ginnasti; ciò lo rende molto accessibile e pratico.
2-) la sensibilità che sviluppa nel contatto con l’avversario
3-) la dinamica del movimento è efficace e piacevole




giovedì 1 settembre 2022

Chi ha sperimentato la cosiddetta "energia interna" delle arti marziali, può descriverne sensazioni ed effetti nel suo fisico

 


L' energia interna è qualcosa di già presente nel tuo corpo, quindi è perfettamente naturale. Devi respirare tranquillamente e a fondo, non con i polmoni, ma con il diaframma e l'addome, concentrando l'energia e facendola risalire, facendola fluire in tutte le membra. Di solito ti senti calmo e con piú energie. Niente di superumano. Ciò che fa la differenza è il modo in cui la impieghi. Per esempio, quando fai tai chi, la usi per fare poco sforzo e deviare la forza dell'avversario. Quando la usi negli sparring di BJJ, per esempio, ti serve per rimanere calmo e per non sprecare energie facendo sforzi, oltre a servire per restare stabile e non essere sbilanciato. Nel Karate, aumenta la potenza dei colpi, perché essi vengono sferrati con più energia. Nel Karate, poi vi sono 2 tecniche diverse per respirare, con diversi effetti sulla pratica, poiché si utilizza la stessa energia interna per scopi diversi.

Ora faccio alcuni esempi:

Il tui-shou, (spingere con le mani in cinese) che spiega come si impiega l'energia interna per deflettere la forza avversaria. Si usano movimenti morbidi ma che deviano la pressione avversaria.

Nel BJJ è difficile che i due atleti si sbilancino, respirano profondamente e mantengano le energie a lungo.

Nel Karate, l'effetto del Ki (energia interna) viene applicato praticamente. L'utilizzo della respirazione influisce sulla potenza dei colpi. Ci sono molti praticanti di una certa età in grado di sferrare dei buoni colpi, grazie all'utilizzo della respirazione.

Sebbene le tecniche differiscano dal Tai Chi e si concentrino sull'accumulo di energia per amplificare la potenza, ci sono dei momenti in cui l'applicazione è quasi la stessa.

Praticamente è l' applicazione della stessa energia e dello stesso principio, sia fisico, che filosofico, che concettuale. Solo che viene declinato in molte maniere diverse.


mercoledì 31 agosto 2022

梅花樁 - Mui Fa Jong

Partiamo da tre ideogrammi: 梅花樁.

, /měi/, significa pruno o prugno. L'ideogramma viene da /mù/, albero o legno, e da /měi/, sempre o spesso. Questo secondo ideogramma in origine aveva il significato di 'far crescere le piante', da , erba, e , madre. Il significato di venne distorto. /měi/ è il fonema che si trova in /hǎi/, e prende il suo significato originale da /fán/, moltiplicare o fiorente. In cantonese può essere lètto e trascritto come /muih/.

, /huā/, significa fiore. Ha attinenza con (), /huá/, fiorente. In cantonese può essere lètto e trascritto come /fa/.

, /zhuāng/, significa paletto. La sua forma semplificata è , /zhuāng/, che deriva da /mù/, il legno, e, nella sua forma completa, da /chōng/, il pestello. La sua forma cantonese è /jong/.

Mei Hua Zhuang o Mui Fa Jong, quindi, i Paletti a Fiore di Pruno: parliamo di uno degli attrezzi più rari della pratica del Wing Chun, per molti sconosciuto, per altri un mito da raggiungere. Si tratta di paletti piantati a pentagono nel terreno, oppure installati su una piattaforma di legno, da cui fuoriescono. Di solito sono sei, cinque alle estremità del pentagono, uno al centro della struttura.
La disposizione ricorda il fiore di prugno, di cui metto un'immagine, per far capire bene a tutti di cosa stiamo parlando. Di base si può lavorare su un solo attrezzo, ma poi ci sarà bisogno di metterne uno di fronte all'altro, per passare, infine, ad un insieme abbastanza grande di paletti, per portercisi muovere sopra in tutta tranquillità.
Sull'attrezzo possiamo allenare tutti i tipi di passi, aggiungendo anche tecniche di braccia e/o di gambe, lavorando sulla cordinazione. In ogni caso è bene allenarsi prima da soli, prima di passare ai lavori in coppia. Considerando che lo studio dei passi, si inizia sin da subito, il Mui Fa Jong potrebbe risultare obsoleto. Eppure, al di là del fascino che ha, rappresenta un mezzo molto utile per approfondire il lavoro dei passi e l'equilibrio durante gli spostamenti.
Il lavoro dei passi si esegue sia stando sui paletti, sia muovendosi tra i paletti (ovviamente dipende anche dalla grandezza dell'attrezzo). Inizialmente è bene allenare i passi di base, per poi arrivare ad una pratica libera ed efficace. L'utilizzo dei paletti migliora l'equilibrio e la stabilità della propria struttura. Imparare a muoversi tra i paletti, invece, migliora la capacità di aggirare gli ostacoli, permettendo anche un ottimo allenamento dei calci e di tutte le tecniche di gamba.
La metodologia di allenamento studiata sui pali permette al praticante di acquisire, forzatamente, un formidabile equilibrio nelle posizioni statiche, a scapito, inizialmente, della velocità nei passaggi dinamici. Anche quando è praticato al suolo, mantiene la caratteristica di posizioni statiche dall'equilibrio molto preciso e ricercato. Solo successivamente, come accennavo prima, si passa allo studio del movimento dinamico.
L'utilizzo dei paletti deriva probabilmente dal Nord della Cina, dove è noto un Pugilato del fiore di prugno, che veniva praticato esclusivamente camminando su di un centinaio di pali di legno alti più di due metri ed infissi nel terreno. La derivazione dal Nord è suffragata anche dal fatto che il prugno, in Cina, vive in regioni settentrionali con inverni particolarmente freddi e nevosi. Fiorisce dalla fine dell'inverno, all'inizio della primavera (secondo il calendario lunare cinese), prima di tutti gli altri fiori.
Il fiore di prugno ha molti significati simbolici. I cinque petali simboleggiano l'unione tra la gente (cinque continenti), i cinque elementi, le cinque posizioni, i cinque movimenti, i cinque dragoni sopravvissuti alla distruzione del Tempio. Il fiorire alla fine dell'inverno, con un grande freddo e neve abbondante, simboleggia il coraggio e la resistenza nonostante le difficoltà.
Il rifiorire ogni anno indefinitamente, simboleggia la continuità e la lunghezza della vita. Il prugno fiorisce mentre gli altri fiori si preparano alla fioritura, ma poi lascia loro il posto appena fioriscono. Ciò simboleggia la modestia. Per questi attributi è considerato dai cinesi come simbolo della moralità esistente nell'uomo.

martedì 30 agosto 2022

Alcune regole di buon senso nella ricerca del maestro/scuola






1) Non guardare solo il SiFu...guarda anche i suoi Allievi!
2) Non aver paura di sudare...il sudore aiuta ad imparare!
3) Non guardare le tecniche...perché non esistono!
4) Non aver paura di provare...nulla è prestabilito!
5) Non sentire il dolore...impara a dominarlo!
6) Non isolarti...i Fratelli ci aiutano a crescere!
7) Non scoraggiarti....le difficoltà si superano con l'impegno!
8) Non pensare che l'allenamento finisca in palestra...trai esperienza dalla vita quotidiana e usala nell'allenamento, così come siamo soliti utilizzare l'allenamento per la vita quotidiana!
9) Non essere indifferente....ama ciò che fai, perché la mancanza d'amore fa perdere la voglia di praticare!
10) Non aver paura di colpire il tuo SiFu...sicuramente saprà come difendersi e ti elogerà se ci riuscirai!

Ma soprattutto ricordati che non ci sono regole!

lunedì 29 agosto 2022

身建 - San Ying







Nel Wing Chun Kuen, sin dalle prime lezioni, non si fa altro che parlare di "struttura", eppure si fatica a comprendere il quanto sia importante il concetto di San Ying - 身建 -, passaggio obbligato per raggiungere qualsiasi obiettivo, durante la pratica dell'Arte Marziale. Di solito facciamo riferimento a forme geometriche più o meno complesse per iniziare a spiegare l'assetto strutturale del corpo durante l'esecuzione delle forme, del Chi Sau o del Lat Sau, ma noto spesso in situazioni di stress che le stesse figure non vengono mantenute. Perché?
Manca sicuramente la cosa più importante, l'assimilazione del concetto stesso di "struttura", che non è un dato oggettivo, applicabile in ogni contesto, ma un'indicazione di massima per affrontare i possibili disequilibri in cui possiamo incappare durante l'allenamento, in una perenne ricerca dinamica della stabilità. Certe volte questa ricerca può portare all'immobilismo, non c'è dubbio. Però, attraverso un accurato lavoro di gambe, si può giungere all'obiettivo che ci prefiggiamo: conservare una postura ottimale in movimento, senza mai concedere il nostro equilibrio all'avversario.
Ora, se ci alleniamo su una gamba ovvero ad alzarne una durante le fasi concitate del combattimento, stiamo passando attraverso il tunnel obbligatorio (per noi!) dello studio dell'equilibrio nelle diverse situazioni in cui possiamo trovarci. Grazie a questo lavoro possiamo accedere all'altra porta, quella del "vantaggio posizionale" o "vantaggio di linea centrale", se vogliamo, in cui i movimenti delle gambe vanno aggiunti alla costruzione strutturale appresa in precedenza.
L'allineamento di cui abbiamo bisogno è di tipo scheletrico-tendineo-muscolare, perché niente va lasciato al caso. Dobbiamo imparare a disperdere la forza in arrivo, riducendo la necessità della "forza bruta", rendendo più veloci possibili le reazioni offensive. Chiaramente ogni persona deve cercare la sua struttura, perché non esiste una regola che vada bene per tutti. Ognuno ha caratteristiche fisiche uniche ed il compito di un Maestro è quello di rapportare i principi strutturali generali ad ogni caso particolare. Le posizioni che prendiamo sono sempre relative al fisico ed alla struttura di chi le applica.
Passiamo un momento all'analisi degli ideogrammi che ci interessano, 身建.
[shēn] è la rappresentazione del corpo, ma viene utilizzato anche per intendere genericamente la vita e l'incarnazione. Alcune volte è usato per intendere lo status di una persona. L'ideogramma rappresenta un corpo umano con una bella pancia di una donna incinta. In cantonese è solitamente pronunciato /San/.

[jiàn] significa costruire, stabilire, erigere. Deriva da [yù], la raffigurazione di una mano che regge una penna ovvero la scrittura su carta, e dall'uso fonetico di [yǐn]. In cantonese è solitamente /Gin/ o /Ying/.

Il Wing Chun Kuen non è solo un insieme di tecniche, ma un condensato di concetti e principi, ce lo siamo detti più volte. Quello del costruire il corpo, di trovare l'equilibrio e di ricercare una struttura efficiente è uno degli obiettivi più importanti, perché la base è il cardine più importante su cui costruire una casa. Senza un'ottima base, senza la San Ying, la costruzione di questa struttura corporea di cui parliamo sempre, il Wing Chun Kuen è assolutamente inutile.
Sarebbe bello capire perché ci si preoccupa sempre di ripetere programmi, forme, sezioni, etc. invece di dedicarsi intensamente allo studio della componente più importante per il cammino marziale che ci siamo scelti. Alcune idee in merito mi balenano nella testa da qualche anno, ma sarebbe come sparare sulla croce rossa, quindi desisto. Sarà importante, però, ragionare insieme sugli aspetti di base che costituiscono questa benedetta San Ying...






domenica 28 agosto 2022

Esistono tecniche o arti marziali che possiedono dei colpi concepiti specificatamente per creare lesioni agli organi interni

 



Tantissime, basti pensare al classico montante al fegato (chūdan-uradzuki, nel karate) o alla milza (gedan-uradzuki), ma gli stessi obiettivi possono essere colpiti anche con il ginocchio (hiza-geri) o con il piede (mae-geri, yoko-geri, ushiro-geri…). In generale, se si vogliono danneggiare solo gli organi interni, qualunque colpo al ventre è una buona scelta, mentre i colpi al petto si concludono spesso in una semplice fitta dolorosa e i colpi alla testa tendono a rompere le strutture esterne del cranio (naso, orbite oculari, orecchie, mandibola, zigomi), ma difficilmente danneggiano il cervello.

sabato 27 agosto 2022

Qual è il punto debole di una persona che si allena molto nel Wing chun ma che non ha un compagno di allenamento

 



Una qualità che non si sviluppa è sicuramente il senso di distanza dall'avversario, fondamentale nella gestione del combattimento per sapere come puoi attaccare e come devi difenderti. Ciò implica anche il mancato senso della misura, ossia non si acquisisce la facoltà di sapere tirare una tecnica al meglio della propria efficacia, evitando che non arrivi proprio o che arrivi troppo corta e quindi indebolita.


venerdì 26 agosto 2022

Le lezioni di Wing Chun quanto sono efficaci

 



Da ex praticante di arti marziali e sport da combattimento ed appassionato della materia, posso dirti che tutti i corsi di Wing Chun separati da un rigido allenamento o da una vera e propria pratica, sono inutili. Nei corsi di Wing Chun, nella maggior parte dei casi, non fanno altro che insegnare tecniche ripetitive, spesso con avversari immobili o semi mobili, che sono assolutamente inefficaci e pericolose perché possono rendere più sicura di sé una persona in un contesto pericoloso che poi si troverà a fare degli errori che possono costare caro. Per imparare a difendersi bisogna affrontare la questione a 360°, fare un allenamento vero e proprio, sviluppare il fiato e la resistenza, e anche soprattutto la corsa, che spesso è l'unica vera arma di difesa. Non solo: i movimenti ripetitivi vanno bene quando si è all'inizio e se sono inseriti in un contesto più flessibile dove è prevista l'improvvisazione, la prontezza di riflesso. Altra cosa fondamentale è saper tirare colpi reali, quindi provandoli davanti a un sacco o un avversario che risponde in un combattimento: i colpi all'aria per la difesa servono a ben poco. Ci tengo molto a sottolineare che, a prescindere dalla corrente della scuola, se non si lavora sul corpo, sulla velocità, sulla forza, sulla prestazione, sul fiato, non esiste tecnica che regga in uno scontro reale. In più, per sapersi difendere, bisognerebbe avere delle buone abilità sia di striking (che per definizione sono i colpi che si tirano in piedi, tipo pugni, calci, gomitate, ginocchiate ecc) che di grappling (la lotta corpo a corpo a terra), ma per apprendere in maniera adeguatamente questi due aspetti del Wing Chun servono anni di pratica, e questo solo quando si parla di lotta a mani nude. Se il tuo aggressore possiede un'arma e tu no, beh sicuramente i riflessi e il sangue freddo temprato da una vera pratica possono aiutarti, ma sei svantaggiato e basta, non ci sta magia che tu possa compiere.

Quelli che ne capiscono minimamente del mondo del combattimento serio, ovvero tutto ciò che ha a che fare con l'autodifesa fine a sé stessa è una truffa anche molto pericolosa ai danni di chi vi si affida. Per imparare a difendersi bisogna affiancare ad un serio corso di Wing Chun la pratica di pugilato, kickboxing, MMA, muay thai, jiu jitsu, sambo, ecc. e praticare seriamente.