Forse è l'ora della verità, senza veli di rispetto tradizionale o giri di parole. Analizziamo il paziente sul tavolo operatorio. Il Wing Chun soffre di gravi patologie sistemiche che lo rendono un sistema marzialmente anemico nel mondo moderno. Chi lo pratica spesso nega l'evidenza con la fede. Smontiamolo, punto per punto, con il bisturi della realtà.
Il male assoluto del Wing Chun è essersi evoluto per un unico, ristretto scenario di combattimento: lo scontro lineare, a cortissima distanza, contro un singolo attacco prevedibile, spesso con un avversario che conosce le stesse regole tattili.
Tutto ciò che esce da questo scenario diventa un problema. Ed è esattamente ciò che accade nel combattimento reale.
ELENCO DELLE CARENZE CRITICHE (L'INTERVENTO CHIRURGICO)
1.
L'INGANNO DEL CHI SAO: LA DIPENDENZA DA UN'INTERFACCIA INESISTENTE
Il
Chi Sao non è un'abilità marziale. È un simulatore
avanzato per
una condizione che non
puoi creare nella realtà.
È come essere un pilota di Formula 1 che si allena solo al
simulatore, ma senza sapere come accendere la macchina vera. Nello
sparring reale, l'avversario non ti offre le sue braccia per
"agganciarti". Ti bombarda da fuori portata, con angoli,
ritmi e finte. Il Wing Chun non ha una procedura
di aggancio efficace contro
qualcuno che non vuole essere agganciato. Manca totalmente di un
gioco
di gambe d'ingresso paragonabile
a quello di un pugile o della Muay Thai.
2.
LA DISTANZA: UN DESERTO INESPLORATO
Il
Wing Chun vive nella "distanza del braccio". Tutto al di
fuori è terra di nessuno.
Distanza di calcio: Inesistente. Un praticante di Muay Thai ti smonterà le gambe con i suoi low kick mentre tu cerchi disperatamente di "entrare nella tua distanza".
Distanza di pugilato lunga: Un pugile con un buon jab ti trasformerà in un colabrodo. La tua guardia compatta è progettata per parate a corto raggio, non per difendersi da raffiche di jab e cross da fuori.
Transizione alla corta distanza: Il metodo classico (avanzare coprendosi) è primitivo rispetto al footwork angolato e all'uso dei footwork degli sport da combattimento.
3.
LA GUARDIA: UN FALLIMENTO INGEGNERISTICO
La
"posizione della capra" (Yee Jee Kim Yeung Ma) è un'eresia
biomeccanica per il combattimento dinamico.
Stabilità laterale: Zero. Un calcio circolare basso (low kick) ti spezzerà la base.
Mobilità: Patetica. Il tipico "shuffle" frontale è prevedibile e lento.
Generazione di potenza: La potenza nel Wing Chun è concettuale (struttura, rilassamento), ma raramente atletica. Manca totalmente del potere della rotazionale dei fianchi e della spinta delle gambe che caratterizza il pugilato, karate o Muay Thai. Il famoso "pugno da un pollice" è un esperimento da laboratorio, non un'arma affidabile sotto stress contro un avversario che si muove e colpisce con una potenza rotazionale devastante.
4. L'ARSENALE: UN COLTELLO SVIZZERO CON UNA SOLA LAMA
Pugno verticale a catena: È l'arma principe. Ma quando l'unico strumento è un martello, ogni problema sembra un chiodo. Questo pugno è ottimo per il corpo a corpo ravvicinato, ma è inefficiente per colpire un bersaglio in movimento laterale o un avversario più alto.
Mancanza di varietà d'attacco: Dove sono i ganci potenti per colpire da angoli laterali? Dove sono gli uppercut per penetrare una guardia alta? Dove sono le combinazioni di pugno-calcio? Assenti. Questo rende il gioco del Wing Chunista prevedibilissimo.
5. LA REALTA' DEL COMBATTIMENTO: I BUCHI NERI
La Lotta (Grappling): È il buco nero totale. Una volta rotto il mitico "contatto delle braccia", se l'avversario ti afferra, ti proietta o ti porta a terra, il sistema non ha risposte. È finita. Le "soluzioni" tradizionali (colpire punti vitali) sono fantascienza quando sei sotto il peso di un lottatore di 90 kg.
Multipli aggressori: La teoria della "linea centrale" e del combattimento frontale crolla miseramente. Il sistema non ha alcuna strategia per la gestione degli angoli e degli attacchi simultanei.
Condizionamento fisico e atletico: Tradizionalmente ignorato. Nessuna enfasi sulla resistenza cardiovascolare, sulla forza esplosiva, sulla potenza muscolare. Si allena la "tecnica pura", che sotto la fatica e la forza bruta si dissolve.
PROGNOSI: È TERMINALE?
Per il combattimento sportivo moderno (MMA, Kickboxing) SÌ, nella sua forma pura è terminale. Le sue componenti utili (sensibilità, economia di linea per il corto raggio) sono state già assorbite e superate da sistemi più completi.
Un lottatore di MMA che usa elementi simili al Wing Chun (es.: Tony Ferguson con certi movimenti di "mano appiccicosa") lo fa sopra una base solida di pugilato, wrestling e jiu-jitsu brasiliano. Il Wing Chun è la ciliegina, non la torta.
TERAPIA POSSIBILE: L'IBRIDAZIONE FORZATA
Se vuoi salvare il Wing Chun come arte marziale applicabile, l'unica terapia è una chemioterapia di realtà:
Buttare via la posizione della capra. Adottare posizioni atletiche, mobili, con ginocchia flesse e base dinamica.
Integrare un gioco di gambe d'ingresso dalla scherma o dal pugilato.
Inserire nel curriculum il condizionamento fisico, il grappling basilare (wrestling, judo) e la lotta a terra.
Sostituire gran parte del Chi Sao con sparring libero contro stili diversi.
Ampliare l'arsenale di colpi con ganci, uppercut e calci a tutti i livelli.
Cosa manca al Wing Chun? Manca il mondo reale. Manca la violenza caotica, la forza atletica, la lotta, la variabilità degli attacchi, la gestione delle distanze. È un sistema elegante per un problema di combattimento che non esiste più, se mai è esistito. Apprezzatelo come arte storica, come filosofia del movimento. Ma se il tuo obiettivo è imparare a combattere, stai studiando l'equivalente marziale dell'astrologia: un sistema complesso e affascinante che ha smesso, da tempo, di descrivere il cielo reale.
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