Sentiamo spesso parlare di tecniche proibite, poteri divini, occhi maledetti e chakra cosmici. Nel mondo degli anime, ci hanno insegnato che per spaccare il culo a qualcuno devi urlare il nome dell'attacco, caricare per tre episodi e aspettare che l'avversario ti spieghi pazientemente il suo piano. Poi, un giorno, ti capita davanti agli occhi una scena che ti fa dire: "Ma questo qua sta menando le mani come un dannato per strada?".
Esatto, parliamo di quel momento in Naruto Shippuden in cui, in mezzo a laser e giganti di chakra, vedi due personaggi che si affrontano con una brutale, schietta e meravigliosa scazzottata da strada. Si dice che Naruto, da adulto, usi il Wing Chun. E la domanda sorge spontanea: nel meraviglioso mondo dei disegnetti giapponesi, ci sono altri deficienti che usano quest'arte marziale, o è solo lui l'unico sano di mente?
Partiamo dal fatto che definire Naruto un "maestro di Wing Chun" è come dire che un martello pneumatico è un attrezzo per fare massaggi. Tecnicamente è vero, ma è il contesto che fa la differenza. In Boruto, il nostro eroe è cresciuto. Ha smesso di fare le mille ombre e di affidarsi solo alla Volpe a Nove Code. È diventato un Hokage, un uomo che deve risolvere i problemi in fretta e senza troppi fronzoli. Ed è qui che torna utile lo stile del serpente e della gru.
C'è una scena, in particolare, che fa impazzire i puristi delle arti marziali: lo scontro tra Indra e Ashura. Se guardi bene quei movimenti, non è la solita coreografia da anime piena di salti e capriole. Lì vedi Man Sao, Bang Sao, Gaun Sao. Sembrano nomi di pietanze strane, ma sono le basi del Wing Chun. È l'essenza del combattimento a contatto: linee rette, struttura solida, e la devastante economia di movimento che hanno reso celebre Ip Man, il maestro del maestro di Bruce Lee .
Perché funziona per Naruto? Perché il Wing Chun è cattivo. È subdolo. È pensato per colpire i punti vitali, per spezzare lo sterno, per colpire gli occhi e la gola mentre l'altro pensa ancora a come mettere in guardia. In un mondo dove tutti sparano palle di fuoco, Naruto (o l'animatore che ha disegnato quella scena) ci ricorda che alla fine dei giochi, se sei abbastanza vicino da sentire il suo odore, un pugno ben piazzato allo sterno vale più di mille Rasengan. È la poetica della volgarità: ridurre tutto alla prossemica, alla distanza, alla fisica bruta. E cazzo se funziona.
Ma non pensiate che il Wing Chun sia un'esclusiva del settimo Hokage. Se gratti via la patina di poteri magici e superforza, scopri che l'animazione giapponese (e non solo) è piena di personaggi che hanno basato la loro filosofia di pestaggio su questo stile.
Partiamo con un esempio forse meno noto ai più, ma che merita una menzione d'onore. Parliamo di Zhanshi, un personaggio dei fumetti (non un anime classico, ma la logica vale) noto come "The Fujian warrior". Il suo soprannome è letteralmente "Wing Chun incarnate". Questo tizio non studia il Wing Chun, è il Wing Chun. Nato e cresciuto in una linea di sangue dedita a questa arte, la sua intera esistenza è stata un allenamento per trasformare il corpo in un'arma. Ha una forza tale che i proiettili gli rimbalzano sulla pelle, e una velocità di reazione che gli permette di schivare qualsiasi proiettile. Non usa tecniche segrete, usa la Gōnglǜ energy, un'energia metafisica che manipola lo spazio-tempo per rendere i suoi colpi ancora più imprevedibili e letali .
Se preferisci il live action e le atmosfere sporche di Chinatown, c'è Yeongchun (o Young-chun) dal webtoon/coreano Blue String. Il suo nome è tutto un programma. È una maestra di Wing Chun, una donna talmente letale che sulla carta non esiste nemmeno. Non ha residenza, non ha documenti: è un fantasma, un assassino che vive nell'ombra di Chinatown . Ha una forza tale che dei ragazzini come gli altri personaggi, che pure sono considerati fenomeni, la guardano e dicono: "Che donna... così dannatamente forte". E nonostante la sua età avanzata, riesce a tenere testa a intere organizzazioni criminali. La sua morte? Non per un combattimento leale, ma per un colpo di pistola vigliacco. Perfido, vero? Ma realistico: il Wing Chun insegna a distruggere chi hai davanti, ma non può nulla contro un codardo con una pistola.
E poi ci sono le chicche, quei personaggi nati dall'immaginazione degli artisti che rendono omaggio a questo stile. Come Xina, un'artista marziale di 18 anni creata da un fan. Lavora come cuoca in un ristorante, ma il suo vero mestiere è menare le mani con lo stile di Ip Man, e lo fa allenandosi con il suo drago personale di nome Gou. Un drago che mangia di tutto (tranne gli umani, per fortuna) e l'aiuta a perfezionare le tecchiuche. Può sembrare una cazzata, ma è il segno che il Wing Chun è entrato nell'immaginario collettivo come simbolo di disciplina e potenza .
Ti stai chiedendo perché queste scene, quando sono ben fatte, ti entrano nel cervello e non escono più? Perché il Wing Chun è l'esatto opposto di quello che vediamo di solito negli anime. Mentre Goku carica una Genkidama per tre puntate, mentre Ichigo urla per risvegliare i poteri, il Wing Chun tace e si avvicina.
Non ci sono pose plastiche o innaturali. Nel Wing Chun, i pugni partono dal centro. La guardia è alta, i gomiti sono bassi, e la struttura è solida come una montagna. È una scienza, quella della "donna che combatte" (perché pare sia stata inventata da una monaca buddista, Ng Mui, per permettere ai più deboli di sopraffare i più forti) . È lo stile di chi non ha tempo per scherzare. Di chi deve finire il lavoro in tre secondi e tornare a casa a bere il tè.
In un'epoca di superpoteri, vedere un personaggio che si affida alla biomeccanica pura è come sentire l'odore della polvere da sparo in una chiesa. È blasfemo, è fuori luogo, ed è dannatamente affascinante.
Quindi, tornando alla domanda iniziale: Naruto usa il Wing Chun? Sì, cristo. In quella singola, magnifica scena, e nella sua caratterizzazione da adulto, l'Hokage combatte come un picchiatore di Hong Kong. Ed è in buona compagnia. Ci sono guerrieri come Zhanshi, che vivono e respirano lo stile, maestre spietate come Yeongchun, e persino personaggi di contorno come Xina che tengono alta la bandiera di questa arte marziale.
Il bello del Wing Chun negli anime è che rappresenta una verità scomoda in un mondo di fantasia: che la tecnica giusta, applicata con violenza e intelligenza, può mettere in ginocchio anche il più potente degli dei. È la rivincita dell'uomo sulla divinità, del calcio in faccia sul raggio laser. E finché ci saranno animatori e registi con le palle per mettere in scena una scazzottata vera, senza effetti speciali, il Wing Chun continuerà a vivere, sporco e cattivo come piace a noi.
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