Entri in gabbia. Luci accecanti, folla che urla, telecamere dappertutto. Due uomini si affrontano a colpi di pugni, calci, ginocchiate. Sembra guerra. Sembra sangue. Sembra strada.
Non lo è.
Non ci sei mai stato in un vicolo vero, se pensi che quello che vedi in UFC sia combattimento reale. La gabbia è un prodotto. Una merce impacchettata per il tuo intrattenimento. E come tutte le merci, ha delle specifiche tecniche, delle regole di produzione, dei limiti invalicabili.
Allora, visto che a molti piace fare i duri davanti alla TV, e a molti piace credere che quello che vedono sia la versione definitiva della lotta umana, facciamo due chiacchiere su cosa non si vede nel ring delle MMA. Su cosa manca. Su cosa hanno tolto per rendere tutto più "sportivo", più "telegenico", più "vendibile".
E prepàrati, perché qui si parla di roba che in strada ti uccide, ma in gabbia ti squalificano.
1. LE PALLE: IL PUNTO DEBOLE DI OGNI UOMO
Partiamo dalla base. La prima cosa che qualsiasi animale di strada sa è che se vuoi fermare uno, gli tiri in coglioni. Un ginocchio, un pugno, un calcio. Non serve tecnica, non serve precisione. Basta mirare lì e l'uomo si piega in due come un coltellino svizzero.
Nelle MMA? Vietato. Regola numero uno: niente colpi alle parti basse . Se lo fai, sei squalificato. Perdi tutto. E allora i lottatori si allenano senza nemmeno considerare questa opzione. La loro guardia, le loro combinazioni, le loro difese ignorano completamente che nella realtà qualcuno potrebbe semplicemente puntare alle palle e finire la storia in mezzo secondo.
In strada è la prima cosa che ti insegnano. In gabbia è la prima cosa che ti tolgono.
2. GLI OCCHI: LA FINESTRA SULLA DISPERAZIONE
Seconda regola d'oro dello scontro vero: le dita negli occhi. Non c'è niente di più efficace, più immediato, più devastante. Un pollice ben piazzato e l'altro non vede più niente. Fine dei giochi.
Nelle MMA? Vietato . Qualsiasi tipo di eye gouging è proibito. E i lottatori tengono le dita aperte, le mani in guardia, senza mai pensare che nella realtà quella stessa mano potrebbe essere l'arma che ti salva la vita.
Hai presente quando vedi che si avvicinano, si studiano, si toccano con le mani aperte? In strada, quello è il momento in cui uno ti acceca e tu resti lì come un pesce fuor d'acqua.
3. LA TESTA: UN'ARMA CHE NON USI
Testate. La più antica, la più sporca, la più efficace delle armi da strada. Non serve peso, non serve preparazione. Una testata ben assestata rompe nasi, frantuma denti, apre sopracciglia. E quando sei stretto, quando non hai spazio, quando sei al corpo, è l'unica arma che hai.
Vietata . Nelle MMA non puoi colpire con la testa. Punto. E allora i lottatori si abituano a lottare al corpo senza nemmeno considerare che un avversario vero potrebbe semplicemente sbatterti la fronte contro il naso e mandarti in confusione totale.
4. LA NUCA E LA COLONNA: IL SISTEMA NERVOSO CENTRALE
In strada, se hai uno da dietro, colpisci alla nuca. Semplice, letale, efficace. Un colpo lì e l'altro si spegne come una luce. Paralisi, commozione, morte. Roba che funziona.
Nelle MMA? Colpi alla nuca e alla colonna vertebrale sono severamente vietati . L'arbitro controlla, ferma, punisce. I lottatori si allenano a colpire le zone "sicure", quelle che non rischiano di paralizzare l'avversario per sempre.
Peccato che in strada non ci siano arbitri. E che la nuca sia il bersaglio numero uno di chiunque abbia un minimo di istinto animale.
5. L'AVVERSARIO A TERRA: QUANDO IL CALCIO È L'UNICA RISPOSTA
Questa è forse la più grande differenza tra gabbia e strada. Nelle MMA, se un avversario è a terra, ci sono regole precise: non puoi calciarlo alla testa . Puoi usare le ginocchia solo in certe posizioni, devi stare attento, devi rispettare la "sicurezza" dell'atleta.
In strada, se uno è a terra, è finito. Gli amici suoi ti saltano addosso, la folla si scatena, e tu prendi calci in testa da tutte le direzioni. In strada non esiste il "ground and pound" controllato. Esiste il "calcio nel cranio mentre lui cerca di coprirsi". Esiste lo "stomp" sulla faccia. Esiste la disperazione pura.
E i lottatori di MMA, abituati a combattere uno contro uno con regole precise, quando si trovano in situazioni di strada vera spesso vanno in tilt. Perché non hanno mai dovuto difendersi da calci alla testa mentre sono a terra. Perché non hanno mai dovuto rialzarsi sotto una pioggia di colpi da più direzioni.
6. LE ARTICOLAZIONI PICCOLE: DITA, POLLICI, OSSICINI
In strada, le dita sono un bersaglio perfetto. Si piegano, si spezzano, si strappano. Un mignolo in direzione sbagliata e la presa si scioglie. Un pollice iperesteso e la mano non funziona più.
Nelle MMA? La manipolazione delle piccole articolazioni è vietata . Puoi fare leve su polso, gomito, spalla. Ma le dita? Vietato toccarle. E allora i lottatori si abituano a ignorare questa possibilità, a non difendersene, a non considerarla.
In strada, se uno ti afferra, tu gli spezzi le dita. E sei libero.
7. CAPELLI, MORSI, ORIFIZI: LA GUERRA SPORCA
Poi c'è tutto il resto. Tirare i capelli? Vietato . Mordere? Vietato . Infilare dita in qualsiasi orifizio o in ferite aperte? Vietato . Praticamente tutto quello che in strada è normale, in gabbia è proibito.
In strada, se sei in uno scontro vero, usi tutto. I denti diventano armi, i capelli diventano leve, le ferite diventano punti di ingresso per le dita. Non c'è limite, non c'è regola, non c'è arbitro. C'è solo sopravvivenza.
Ma il problema più grande non è nemmeno quello che succede in gabbia. Il problema è come si allenano. I lottatori di MMA passano anni a perfezionare tecniche che funzionano solo in un contesto regolamentato. Imparano a non colpire certe zone, a non usare certe armi, a rispettare certe distanze.
Poi, quando escono, quando la vita vera li mette alla prova, scoprono che il loro repertorio ha buchi enormi. Che quello che hanno imparato non basta. Che le regole che rispettavano in gabbia, in strada non le rispetta nessuno.
E non parlo di teoria. Parlo di fatti. Quanti lottatori di MMA hanno avuto problemi in strada? Quanti sono finiti in risse vere e hanno scoperto che il loro allenamento non serviva a niente? La lista è lunga. Perché la strada non segue le Unified Rules. La strada non ha un arbitro che interrompe l'azione se colpisci alla nuca. La strada non ti dà il tempo di rialzarti.
E allora, quando senti qualcuno dire che le MMA sono lo sport di combattimento più completo che esiste, in parte è vero. Ma è vero solo all'interno del loro contesto. È vero solo finché giochi con le loro regole.
Fuori da lì, fuori dalla gabbia, fuori dalle telecamere, esiste un mondo diverso. Un mondo dove le regole non esistono. Dove l'unica legge è la sopravvivenza. E in quel mondo, quello che non vedi nel ring delle MMA è esattamente quello che ti serve per restare vivo.
Colpi alle palle. Dita negli occhi. Testate. Calci alla nuca di uno a terra. Dita nelle ferite. Morsi. Capelli tirati. Tutto quello che hanno tolto per rendere lo sport "pulito" è esattamente quello che in strada fa la differenza tra tornare a casa e finire in ospedale.
E allora, la prossima volta che guardi un match e vedi due che si menano come dei dannati, ricordati: stai guardando uno spettacolo. Uno sport. Una competizione regolamentata.
Non stai guardando la realtà.
La realtà è fuori. Ed è molto, molto più brutale.
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