Per me, il Jeet Kune Do non è essenzialmente un'arte marziale, ma una mentalità. È un modo di pensare alla nostra vita, un principio guida che può essere applicato a qualsiasi ambito dell’esistenza. Ma come si fa a vivere secondo questa filosofia? Ecco un contorno essenziale:
Comprendere la realtà – Il Jeet Kune Do inizia sempre con l'obiettivo di vedere le cose per come sono, non per come pensiamo che dovrebbero essere. Bruce Lee si rese conto che molte arti marziali tradizionali, pur essendo spettacolari, non erano realmente efficaci in situazioni di combattimento reale. L’analisi oggettiva della realtà è il primo passo per qualsiasi crescita personale.
Essere intensamente curiosi – Il Jeet Kune Do è un’arte marziale fondata sulla curiosità e sull’innovazione costante. Non si tratta di aderire rigidamente a schemi fissi, ma di cercare continuamente nuovi modi per evolvere e migliorarsi, sia nelle abilità fisiche che nello sviluppo personale.
Semplificare – “Taglia sempre via l’inessenziale.” Questo è uno dei concetti chiave della filosofia JKD. Eliminare ciò che è superfluo permette di arrivare all’essenza di ciò che realmente funziona. Che sia nel combattimento, nel lavoro o nella vita quotidiana, l’eleganza si trova nella semplicità.
Accettare feedback e imparare costantemente – La mentalità del JKD è basata sull'apertura totale al cambiamento. Essere disposti ad accettare critiche, a mettere in discussione ciò che si crede di sapere e a imparare da ogni esperienza è fondamentale. Il JKD è libertà dal conosciuto, libertà dalla tradizione cieca, libertà di pensare con la propria testa.
Questa è la mentalità del Jeet Kune Do, applicabile a qualsiasi sfida della vita quotidiana. È un approccio alla crescita personale, un modo di affrontare le difficoltà con agilità e adattabilità. Perché in fondo, come diceva Bruce Lee, “Be water, my friend.”
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